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Storia

Εἴσω Σαμου Κάλαβριά                                (Dentro Samo di Calabria)

                                    

   ** OBBLIGO DI CITARE LA FONTE **    by MCP

    Sorge tra le verdi valli e le secolari montagne, in una culla Aspromontana, lontano dal mondo un piccolo borgo dove antichità e modernità tendono a intrecciarsi tra loro,tra i raggi di un caldo Sole Meridionale e tra il soffio di leggere brezze mattutine.                                                                                                           

 Coronato dalla Natura, intento a richiamare un tempo ormai lontano, sorge Samo ,locato alla fine della terra dell’Arte.   

Un piccolo borgo dove storie e leggende popolano piccole vie, dove ancora antichi riti e usanze affascinano chi ne viene a conoscenza. Un borgo dove tra le strade passano donne portando cesta sulla testa, un borgo dove l’odore del pane , del latte, e del formaggio fresco è protagonista delle prime ore dell’alba. Dove tutta la piccola cittadinanza ad ogni ricorrenza è pronta a seguire per le piccole e strette vie del paese  le statue antiche , pietre secolari del luogo. Dove donne attente intrecciano colori di lana  per assicurare una dote alle figlie,anche se in fasce.

Un borgo incantato dove il tempo sembra essersi fermato. Locato in bilico tra il presente e il passato.

Samo è un piccolo paese situato in Calabria, popolato attualmente da circa 846 persone, terra che nelle origini fu calcata per prima dai Greci, i quali abbandonarono nel piccolo borgo antiche usanze,antiche culture e persino una linguaggio a noi ancora oggi conosciuto poiché a lungo tramandato dagli antichi, lasciando un’orma indelebile sulla nostra storia.

Guarda il piccolo borgo ogni mattina,ogni sera, ogni notte stellata , cullato dalla montagna che tende a circondarlo, Precacore,ossia quello che è rimasto della grande Città che fu un tempo Samo, nel quale è ancora presente l’ombra della Grecia, visibile attraverso i restanti dell’arte   Greco-Bizantina.

La leggenda narra che nell’anno del mondo 3512, nell’anno di Roma  260, e nell’anno greco 492 a.C. nacque Samo, nelle valle Aspromontana dove attualmente risiede.

Erodoto narrò che in queste storiche date i Samii, provenienti da Samos di Grecia, e i Milesii , fuggirono dalla Penisola Ellenica a causa delle ostilità del re Persiano Dario con la Grecia in seguito ad una ribellione avvenuta durante la prima Guerra Persiana. In un primo tempo questi si rifugiarono a Zancle, l’attuale Messina, poi in seguito ostacolati dal tiranno di Reggio Anassilao lasciarono l’attuale Isola Sicula e si stabilirono i Milesii in Occidente e i Samii in Oriente. I Milesii fondarono Mileto e i Samii si addentrarono tra il verde, poco distanti da Zancle, e si stabilirono sul dorso di un lungo fiume, attualmente conosciuto come La Verde.  Fondarono una città, una colonia Greca ,provvista di una grande flotta navale, in maniera da mantenere i contatti con la Madrepatria,crocevia di notevole importanza a causa della posizione strategica,la città popolata da più di 80.000 persone, si estese da Capo Bruzzano all’attuale Gerace.

Culla di civiltà, Samo diede i natali a scrittori,filosofi,scultori,storici. Fautrice di Grandi personalità. Dominò la storia della Magna Grecia, negli anni in cui di essa fu una dei maggiori interpreti.

Sotto l’ombra del X secolo i Samii ,a causa di numerose incursioni Saracene e scorrerie piratesche, si spostarono dove il grande monte “ Παλαιοκαστρο” , conosciuto oggi con il nome di Palècastro, potè dargli riparo. Sede che andò ad allargarsi come le acque della Fiumara La Verde invasero e invadono tuttora giorno dopo giorno la crescente natura sottostante. Il territorio occupato dai Samii percorse il monte Palècastro accompagnato da queste acque.

Si narra che in questo secolo il popolo non sfuggì solo alle persecuzioni barbariche ma anche a quelle di Ferdinando D’Aragona, re di Napoli, che d’accordo con i Baroni del Regno cercò di sottomettere l’umile popolo di origini Greche.

Ma più volte la natura si oppose a questo piccolo grande popolo.

 1349, 1536 protagoniste di queste date grandi terremoti, dai quali però più volte i Samii si sollevarono, opponendosi anche alla Forza della Natura.

Il più terribile, che ridusse in modo maggiore il numero della popolazione, si verificò nel lontano 1638.

Solo una casa rimase intatta. La leggenda vuole che da questa dimora si vedesse tutto ciò che la Natura avesse provocato. E da quella casa, tra l’urlo vuoto che il terremoto inflisse su quella terra, si levò un urlo di una donna che sopravisse alla morte dei suoi cari e del suo luogo natio.

“Mi Crepa il Cuore”, urlo che nessuno mai volle scordare. “Crepacore” fu il nuovo nome di Samo, poi mutato in “Precacore”. Nome con il quale Samo fu conosciuto fino all’anno 1911.

Ma la Natura volle opporsi ancora una volta su questo popolo. Nel quale inflisse il colpo più duro nel 1908. Data che ancora dimora, come simbolo di paura e terrore, nelle anime degli attuali Samesi.

Le urla di dolore e di terrore ancora risiedon tra le antiche mura restanti, distrutte in quel 28 Dicembre 1908  dall’ Insaziabile Natura, che osò travolgerle tra le sue braccia di morte.

Ma la Forza di questo popolo, che tante volte lo ha reso vincente, lo aiutò a risollevarsi ancora una volta.

Tutta la popolazione sopravissuta al disastro Naturale si spostò dove attualmente da ben 105 anni risiede, sotto l’ombra del Restante Precacore.

E portò con se un vecchio nome, Samo, appellativo attuale del piccolo borgo.

Borgo incatenato fra Storie e Leggende, Mitiche e Fantastiche. Borgo dove risiedon salme d’eroi, di piccoli grandi uomini, ma anche ,secondo gli antichi, di Fate , che come Menadi facevano rieccheggiar i monti con i propri canti e le proprie danze. Borgo Ricco di Cultura e Civiltà, e custode di una Grande Storia che Non Vuole Essere Dimenticata.

Samo

 

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